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La natura scellerata?
A: info@seduction.net
Inviato: lunedì 26 aprile 2004 0.25
Ciao Carlo,
nella mail che ti avevo mandato una volta, avevo raccontato un po’ di me e
di una storia avuta con una bella catanese, che però non si era risolta nel
migliore dei modi, anzi, tutt’altro.
Ora è acqua passata, e ho avuto ampiamente modo di capire che la tipa, nonostante fosse
molto carina, non meritava assolutamente che sciupassi del tempo “impaturniandomi” per lei.
Era troppo “forte” la cosa, io passavo e salutavo lei; lei assolutamente non mi salutava, e girava la
testa dall’altra parte, mentre le sue amiche, di cui non mi importava niente e che oltretutto mi
stavano veramente sui ... perché erano sempre tra i piedi quando invece avrei voluto parlare a
quattr'occhi da solo con la tipa (in certi momenti desideravo essere Jason di “Venerdì 13” e farle a
pezzi tutte quante), beh, quelle invece mi salutavano tutte affascinate, piene di moine e con la
classica voce per dire “Wow!”.
Soprattutto una, alta, alta più di me, non bellissima, ma tutto sommato passabile.
Così arriviamo a quello che è il discorso vero, il motivo per cui sto scrivendo questa mail.
Un po’ di tempo fa mi sono detto: ”Marco mio, perché tu devi morire per quelle che ti respingono e
disdegnare quelle che ti sbavano dietro, solo in quanto ti sbavano dietro senza sforzi da parte tua?”.
Sarà una cosa normale forse, che per natura tendiamo a desiderare quelle che ci respingono ed
disdegnare quelle che ci vogliono, senza sforzi da parte nostra, ma è una natura scellerata!
Comunque sia, dopo aver riflettuto in quel modo che ti ho detto, ho cominciato a frequentare questa
alta, e devo dire con buona risposta da parte sua.
Reagisce bene lei, come mi parla, risponde sempre ai messaggi, agli squilli, e dimostra una buona
predisposizione nei miei confronti, anche come atteggiamenti e linguaggio del corpo, quelle volte che
ci incontriamo.
Tutto ok, insomma. Ma il problema infattinon è lei, il problema sono io.
Probabilmente a quest’ora avrei potuto già essere arrivato in là, avrei potuto già averla abbracciata,
baciata, se avessi voluto...
Il fatto è che non riesco a farcela.
Il problema è che non sono per niente sicuro della cosa.
Vedi, la "catanese" era una cosa allucinante: quando l’ho vista, c’è mancato poco che mi cadesse giù la
bocca, come il lupo dei cartoni animati quando vede Cappuccetto Rosso versione night-club.
Questa no.
Ed io mi ero avvicinato al gruppo compatto della amichette per [...], non per [...] (questa di adesso).
Forse c’entrerà il fatto che la seconda mi viene dietro bene, anzi, sicuramente è per questo. E così
torniamo al discorso della natura scellerata.
Non è nemmeno che la detesti, perché è una ragazza molto dolce, molto affettuosa, però io ho paura che
se io ci provassi veramente, sarebbe solo perché finalmente ce n’è una che ci sta, per farmela, e che
poi, essendo che non mi piace veramente, debba mollarla, facendola soffrire, ed a questo punto la cosa
farebbe soffrire me ancor più di lei.
Scrivo a te perché è difficile trovare gente in grado di fare considerazioni intelligenti in casi come
questo. Tra i miei amici (morti di fame, che si farebbero anche tra di loro pur di farsi qualcuno), il
consiglio prevalente raccolto è stato quello di farmela e di non rompere, di non lasciare andare
l’occasione, respinti tutti i miei dubbi come pensieri inutili di uno che ha tempo da perdere.
Una delle poche cose ragionevoli, e purtroppo vere, che mi è stata detta, è che quando passerà a lei, la
cotta, allora mi stupirò, perché diventerà fredda, estremamente glaciale nei miei confronti, ed allora
sarà tardi per ripensarci, e non ci saranno palle o discorsi, per riuscire a riprenderla.
In quel momento io mi pentirò, e forse allora ci sarà davvero l’ispirazione per provarci, solo perché
la vedrò a respingermi.
E’ verissimo (oder?), e tristissimo.
E’ “grouchismo” il mio (quello di Groucho Marx: “Mi piaci solo se mi respingi”)?
Non è mai capitato a te una cosa così?
Nelle quotidiane giornate di Università, per me interagire e parlare con le persone è normale, e quindi
è normale conoscere spesso gente nuova. Negli ultimi giorni mi è capitato 2 o 3 volte di vederne una,
che segue un corso con me, e benché non la conosca, mi ha salutato ogni volta assai gentilmente,
anche più di quanto fosse necessario per l’educazione, sorridendomi, ogni volta guardandomi negli occhi
per più del tempo strettamente necessario per il saluto.
Questa è davvero una gran figona, forse ancor più della catanese. E sembrerebbe promettere.
Però anche qui c’è il problemone. La ragazza di adesso, a me, non è che proprio non piaccia per nulla.
Non ne sono molto sicuro, semplicemente diciamo che non mi piace così tanto quanto mi piaceva la
catanese; dire che non mi piace per nulla sarebbe una falsità, specialmente negli ultimi tempi, dopo
averla conosciuta un po’ meglio.
Però questo mal si concilia con la strafigona che mi piacerebbe conoscere, perché a questo punto
sorgerebbe un vero casino.
Schematizziamo: ce ne sono due, A e B. B mi piace più di A, ma con A potrei riuscire a combinare qualcosa,
mentre con B non so.
Cosa faccio?
1) Mi tengo A, però se magari avessi tentato con B sarei riuscito, ed avrei preferito. C’è comunque il rischio che anche con A vada male, è sempre
tecnicamente possibile, perché le donne sono imprevedibili;
2) Mollo A e ci provo con B, con il rischio di mollarne una con la quale c’erano possibilità di
riuscita per una con la quale magari mi va male;
3) Non ne mollo alcuna, vado avanti a lavorarmele singolarmente entrambe fin quando non si conclude
qualcosa con una delle due (ed a questo punto altro problema, come dovrei fare con l’altra? Non avrei
voglia nemmeno di fare lo stronzo.. Mai capitato un caso simile?), oppure fino al bel giorno in cui si
scoprono l’un l’altra e quindi le perdo entrambe...
Inoltre con la figona sorge un altro problema, ho paura di essere tanto coglione, che il momento in cui
scopro che ci sta con me, io sia lì un’altra volta a dire “mah…”, ”non so…”, “non son bene sicuro che
mi piaccia ancora…”, “mi sto annoiando..”.
A questo punto rischierei veramente di prenderle, dai miei amici..
Che cazzo sono io? Un angelo? Un vampiro??
“Una seduzione totalmente spirituale…”, il piacere, per la pura vanità, di farle innamorare di me,
anche se poi non ci combino fisicamente nulla…
Mi sembra una cosa veramente demenziale…
Che cavolo sto combinando?
Attenzione, io non sono assolutamente gay, che il pubblico che legge non lo pensi, sarebbe davvero
totalmente fuori strada. Sono solo un po’ rincoglionito in questo periodo, forse il tempo di inattività
mi ha sbalestrato un po’.
Non è mai capitato nulla di simile a te, non hai mai attraversato periodi del genere?
Ecco, tutti questi sono i miei dubbi, i miei dilemmi. Mah, forse il giorno che leggerai la mia mail e
mi risponderai avrò già preso una decisione da me, però mi piacerebbe comunque leggere il tuo parere in
merito.
Marco
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Il Seduttologo risponde:
Caro Marco,
fai come fanno le donne che in seduzione sono maestre: seduci entrambe e poi scegli.
Non ti fare scrupoli perché, se le donne non si fanno scrupoli (ed analizzano anche 10 casi in
contemporanea mettendosi all'asta), tu ti stai limitando a soli 2 casi.
Sei un Santo!
Mi chiedi se mi sono mai trovato in situazioni simili? Mi ci trovo sempre, ma fra quelle stra...che mi
interessano scelgo quella che mi sceglie e che si fa avanti: premio l'intrapendenza stile "Deutschland".
Io mi limito a gettare un sassolino ogni tanto, poi tocca a lei esporsi.
E se non lo fa non ha le palle, ed a me "attizzano" solo le donne con le palle, le altre, le
"quaquaraqua", le considero "cacca ben impacchettata".
Ma è vero che gli umani sono masochisti e che scelgono quella che li rifiuta.
Solo che io ho cessato di essere umano e godo solo del narcisismo, non più del masochismo.
Ne riparleremo nella Top Secret, quando faremo la lezione del secondo
anno sulle debolezze degli umani e sul come superarle.
Ti darò il software che mi sono installato nel cervello per ragionare in questo modo.
E poi noi Grandi Seduttori dobbiamo essere narcisisti: chi non ci segue non esiste.
Carlo
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