Guerra dei sessi

Un bicchiere di rabbia
di Oriana Maerini


"Un bicchiere di rabbia"
(Brasile 2000) di Aluizio Abranches.


Un bicchiere di rabbia Sesso, sesso e ancora sesso: giocoso, appassionato, selvaggio. Questo, per i primi dieci minuti, è quello che ci propone "Un bicchiere di rabbia", film breve ed intenso sul tema della guerra fra i sessi.
Un uomo e una donna (due attori che sono marito e moglie nella vita) fanno l'amore in modo selvaggio, giocoso e appassionato. La mattina dopo, però, si insultano l'un l'altro: soprattutto l'uomo è invaso da una rabbia e un furore inauditi contro la donna che ha così intensamente amato poche ore prima.
Si scatena una guerra ideologica del maschio macho contro la donna libera ed emancipata (è una giornalista) che adora il suo corpo ma non accetta di essere sottomessa sul piano delle idee.
Nel feroce scambio verbale lei batte lui con l'ironia e lui vince usando la passione erotica contro di lei.
Ma la scena finale ci rivela chi è il vero sconfitto: l'uomo-bambino che si fa trovare nudo sul letto in posizione fetale, quasi cercasse protezione, accoglienza in un utero che teme di aver perduto per sempre.
Opera prima di un giovane regista brasiliano, Un bicchiere di rabbia -tratto da un romanzo di Raduan Nassar, scrittore considerato in patria uno dei massimi intellettuali- ha scatenato la curiosità di sociologi, psicanalisti e femministe perché rispecchia l'odierna crisi d'identità dell'uomo nei confronti di una donna che non accetta più il suo ruolo tradizionale.
Arrivato sui nostri schermi grazie al coraggio di una giovane distribuzione: la Teodora film di Vieri Razzini e Cesare Petrillo Un bicchiere di rabbia è un film da non perdere perché è uno dei rari esempi in cui una sensualità traboccante funge da contrappunto allo scontro ideologico e romantico di una coppia in crisi.
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